(BARBERINO DI MUGELLO) S. SILVESTRO A BARBERINO DI MUGELLO

📍 CORSO B. CORSINI 99 (BARBERINO DI MUGELLO), BARBERINO DI MUGELLO - 50031 (FI)
⏱️ Orari delle Messe in S. SILVESTRO A BARBERINO DI MUGELLO
In questa pagina potrai guardare gli orari delle messe all’interno della chiesa in questo 2026, con la differenziazione degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le vespri festivi.
Oggi Mercoledì 16 settembre 2026, l'orario della messa è: 18:00
| Lunedì | 18:00 |
|---|---|
| Martedì | 18:00 |
| Mercoledì | 18:00 |
| Giovedì | 18:00 |
| Venerdì | 18:00 |
| Sabato | 18:00, 19:30 |
| Domenica | 08:00, 11:30, 18:00 |
🗺️Dove si trova la chiesa?
Se vuoi riferimenti per trovare la messa, qui sotto potrai consultare la piantina insieme a riferimenti per rendere semplicissimo arrivare a questo tempio.
📝Dettagli della parrocchia
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Pieve di San Silvestro
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La chiesa di S. Silvestro si trova a Barberino del Mugello. Sorge entro un contesto urbano al centro del paese. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, che vi sorge in adiacenza sinistra (intonacata, con un terrazzino dalla ringhiera bombata al centro del primo piano). Lungo il prospetto laterale destro emerge la volumetria delle cappelle laterali e quella del transetto destro. I rivestimenti esterni della chiesa sono ad intonaco tinteggiato in bianco. Sul retro è la torre campanaria. La facciata è a capanna, la pianta a croce latina.
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- Pianta
- La chiesa ha una pianta a croce latina con quattro cappelle laterali, abside e testate del transetto catinate. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 33,60; lunghezza fino all'arco presbiteriale: m 25,80; larghezza totale del transetto: m 21,70; larghezza della navata: m 8,90.
- Facciata e portico
- La facciata è a capanna; sul colmo del frontone è una croce di metallo su un calvario in arenaria. Nel registro superiore, intonacato, la finestra di tipo termale romano, semicircolare, ha una vetrata policroma della Manifattura Chini. Il portico neoclassico antistante, a ‘pronao’, presenta nella fronte due colonne ioniche in arenaria, come i conci isodomi dei due setti laterali. Lateralmente si apre un’arcata a pieno centro per parte, poggiante su semipilastri dorico-tuscanici. Nella parete sono simulati conci lapidei ed in essa si apre il portale trabeato, nel cui fregio è l’iscrizione a caratteri capitali romani “PADRONATO CATTANI”. Il portone è ligneo. Il settore sinistro, un corrispondenza delle cappelle interne, reca una pittura murale raffigurante “San Silvestro”, sotto la quale sono due lapidi (rispettivamente in marmo e in arenaria) a ricordo la prima della “missione” tenutasi in occasione del Giubileo del 2000 e la seconda dei restauri effettuati nel 2007-2008.
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata, rivestito ad intonaco color bianco, con lesene in muratura tinteggiata in grigio. Il basamento e le cornici marcapiano sono in arenaria. La cella campanaria presenta quattro fornici centinati, provvisti di altrettante campane azionate elettricamente ed ha una copertura a padiglione celata da una cimasa orizzontale in muratura.
- Interno
- L’interno, a croce latina, è costituito da un’aula culminante nel presbiterio rialzato di quattro gradini in arenaria, ai lati del quale si aprono due cappelle absidate a formare un transetto. Sotto l’arcone presbiteriale (con semipilastri tuscanici) è la mensa in pietra serena poggiante su un basamento rivestito in marmo, con il simbolo delle chiavi di S. Pietro nella fronte; sul retro è l’abside con le decorazioni geometriche dei Chini, come le pitture murali nel catino absidale e in quelli nelle due cappelle laterali. Le scansioni architettoniche all’interno sono dipinte in grigio. Gli altari dei cappelloni laterali sono in arenaria, con la mensa poggiante su due colonnini torniti. La sezione inferiore del dossale è in pietra serena, quella superiore (con una trabeazione su due colonne corinzie) è tinteggiata in grigio. Nella cappella di sinistra (già con la “Madonna del Rosario”) si trova un’icona di “Cristo Pantocrator” (già nella cappella di destra). Quella di destra presenta ora una nicchia vuota, sotto la quale è il tabernacolo frontonato in arenaria, con lo sportello in argento a rilievo raffigurante il “Risorto”. Quattro sono gli altari laterali posti, due per parte, nelle cappelle laterali della navata, introdotte da arcate a pieno centro poggianti su semipilastri tuscanici, sopra le quali corre la trabeazione perimetrale della navata. Gli altari hanno la mensa in arenaria su colonnini in muratura rivestita in ceramica. Nella prima cappella di destra è una statua policroma di “San Pio da Pietrelcina”. Nella seconda, del SS. Crocifisso, sono l’impronta a muro del Crocifisso ligneo e l’affresco dei “Due Dolenti”; le decorazioni nelle pareti e nel catino sono di Tito Chini. Nella prima e nella seconda cappella di sinistra sono due statue policrome. Un’ulteriore cappella di sinistra, cui si accede da una porta rettangolare posta sotto la cantoria in controfacciata, è il fonte battesimale a pianta poligonale in ceramica invetriata policroma e con bassorilievi in cotto nelle facce, dietro il quale è collocato a parete il bassorilievo neorobbiano raffigurante “Il battesimo di Cristo”; la volta a padiglione è decorata a motivi geometrici. La bussola è in legno, come la cantoria su colonne tuscaniche, ove è l’organo, qualificato da una mostra a tempietto, con quattro colonne corinzie angolari sorreggenti la trabeazione. Le due acquasantiere a parete e a valva di conchiglia sono in marmo. I rivestimenti interni della chiesa sono ad intonaco color bianco; dai vari saggi emerge la decorazione policroma dei Chini, il cui recupero è in progetto. La chiesa prende luce dalla finestra semicircolare in controfacciata, da quattro finestre rettangolari a sviluppo orizzontale aperte, due per parte, nelle pareti laterali e da quattro finestre analoghe poste, sempre due a due, nelle pareti delle cappelle del transetto, tutte dotate di vetrate policrome. La due finestre nell’abside sono cieche. L'altezza massima della navata è m 13,80, la minima m 12,70.
- Elementi decorativi
- Dossali dei due altari nelle cappelle del transetto; affresco seicentesco; pitture murali novecentesche dei Chini; vetrate policrome novecentesche della Manifattura Chini; fonte battesimale in terracotta invetriata novecentesco; bassorilievo neorobbiano novecentesco.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in marmo, con lastre quadrate in bicromia di bianco e bardiglio disposte in diagonale. la pavimentazione del portico antistante è in arenaria.
- Coperture
- La copertura dell’aula poggia su sette capriate, con orditura primaria e secondaria lignee e scempiato in cotto. Il presbiterio ed il transetto hanno un soffitto piano, l’abside è catinata, come le quattro cappelle laterali e le due alle testate del transetto. La cappella del fonte battesimale presenta una volta a padiglione. Il manto del tetto è in coppi e tegole piane. Il portico presenta un tetto a semipadiglione, sotto il quale sono visibili i tiranti metallici del recente restauro di consolidamento.
- Pianta
Notizie storiche
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- VI ‐ XIII (origini carattere generale)
- Presso Barberino (forse da “terra barbaritana”, posseduta dai Goti, devastata dalle truppe ostrogote di Radegasio nel 405) nel VI secolo i Longobardi innalzano un loro “gardingo” a difesa della frontiera e lungo l’importante arteria transappenninica. In seguito vi esiste il castello dei Cattani di Combiate, vassalli dei conti Alberti di Mangona, consorti degli Ubaldini e dei Cavalcanti e legati ai Cattani di Cercina, che nell’XI secolo giurano sottomissione ai vescovi fiorentini (acquistato dalla Repubblica fiorentina, il castello sarà poi atterrato nel Trecento, dopo essere stato occupato dall’Oleggio durante la guerra contro i Visconti). La rettoria di S. Silvestro, esistente da prima del Mille, è documentata nel 1037, quando risulta essere suffraganea della pieve di S. Gavino Adimari, e poi nelle decime vaticane del 1276, pagando 3 libbre e 3 soldi. Nell’estimo del Mugello del 1299 Barberino contribuisce con 224 libbre. La chiesa è di patronato dei Cattani di Combiate e di Barberino
- 1353 ‐ 1378 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1353 e poi nel 1378 risultano patroni di S. Silvestro gli Stozzi. Nel 1357 (stile moderno) Rinuccio di Ceffo fa un consistente lascito alla chiesa.
- 1436 ‐ 1498 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1436 sorge la Compagnia di S. Sebastiano (ad imitazione della Misericordia di Firenze), i cui Capitoli saranno approvati nel 1498 dall’arcivescovo fiorentino Rinaldo Orsini (m. 1509). Nel 1440 e nel 1455 risultano patroni nuovamente solo i Cattani.
- 1500 ‐ XVI inizi (cenni storici carattere generale)
- Nel 1500 la Compagnia di S. Sebastiano viene intitolata anche a S. Rocco. Secondo talune fonti, Benedetto Buglioni (1461-1521) realizzerebbe un fonte battesimale in terracotta invetriata, ma la notizia pare destituita di fondamento.
- 1547 ‐ 1569 (cenni storici edificazione della nuova chiesa)
- Tra il 1547 (secondo altre fonti tra il 1554) e il 1568 viene edificata una nuova chiesa a cura dell’Opera istituita a tal fine e con un atto del 12 giugno del 1569 quella vecchia passa in permuta alla Compagnia di S. Sebastiano, che tramite l’Opera aveva finanziato la nuova costruzione. L’atto del 1569 è firmato, alla presenza dell’arcivescovo fiorentino Antonio di Bindo Altoviti (1521-1573), da Paolo di Sebastiano Sconditi, Antonio di Simone Mazzetti, Francesco di Carlo Forasassi, Alessandro e Benedetto di Giuliano Corsini, Lorenzo di Silvestro Migliorini e da altri 41 barberinesi ascritti alla Compagnia di S. Sebastiano. La nuova chiesa (inaugurata verosimilmente nel 1569 ed ispirata a stilemi tardorinascimentali controriformati) è posta a sinistra di quella vecchia ed è ad aula unica, coperta a capriate, costruite con il legno fornito dall’abetaia dei Bardi di Vernio; forse fin da allora possiede alcune cappelle laterali, sebbene possano risalire tutte al Seicento.
- 1600 ‐ 1631 (cenni storici altari dell’Assunta e del SS. Crocifisso )
- Nel 1600 stile moderno Cosimo e Bartolomeo di Domenico d’Antonio dei Corsini da Barberino (i Corsini, tra le famiglie maggiorenti del luogo, in precedenza avevano finanziato il pulpito e l’organo per la nuova chiesa) fondano l’altare dell’Assunta. In chiesa esiste anche l’altare del SS. Crocifisso (corrispondente all’attuale seconda cappella di destra?), creato da Alessandro di Leonardo di Biagio de’ Forasassi, al quale il fondatore lascia alcuni beni con il suo testamento del 1631; sul fondo della cappella si trova un Crocifisso ligneo policromo cinquecentesco, di lato al quale sono affrescati “La Madonna e San Giovanni Evangelista”.
- 1605 ca ‐ 1631 (cenni storici dipinti su tela)
- Secondo vecchie fonti, Jacopo da Empoli (1551-1640) dipingerebbe per il presbiterio della chiesa un quadro con la “Resurrezione”, oggi scomparso, ma citato in visite pastorali del 1672-1683, oltre forse ad altre quattro tele, parrebbe documentate in chiesa fino a verso il 1815; in passato gli era talora attribuita anche una “Madonna del Rosario” secentesca citata nella visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Maria Martelli (1678-1741) del 1723 e nel 1883 (opera ancora esistente). Egli verso il 1603 aveva realizzato una “Madonna in gloria con i Santi Sebastiano, Margherita, Nicola da Bari e Raffaele con Tobiolo” per la vicina chiesa di S. Margherita a Mangona.
- 1626 ante ‐ 1631 ca (cenni storici carattere generale)
- Il rettore di S. Silvestro, don Raffaello di Giuliano Franceschini, fonda in chiesa l’altare della SS. Concezione, presso il quale verrà poi eretto un beneficio ecclesiastico (cappellania) con atto del 19 agosto 1626 dell’arcivescovo fiorentino Alessandro Marzi Medici (1557-1630). Il visitatore vescovile Agnolo Marzi Medici, nipote dell’arcivescovo Alessandro, ordina di demolire e ricostruire meglio il campanile a vela della vicina sede della Compagnia di S. Sebastiano (verrà rifatto in legno e ferro battuto), al cui interno si trovano una precedente “Natività”, fatta fare a spese dei Corsini e dei Forasassi (parenti tra loro), e i “Santi Sebastiano e Rocco”, commissionati da Corsino Corsini nel primo Cinquecento (oggi si conserva solo il “San Sebastiano”).
- 1630 ‐ 1644 ante (cenni storici carattere generale)
- Nel 1630 muore don Franceschini, cui s\uccede don Alessandro Bartolini da Marcoiano (Scarperia), che morirà nel 1638; dopo di lui diviene rettore don Michele Becciani da Barberino e quindi nel 1644 don Giovanni Spinetti da Serravalle Pistoiese. Nel 1642, essendo parroco don Becciani, la rettoria di S. Silvestro viene elevata a prioria per decreto dell’arcivescovo Pietro Niccolini (1572-1651). Nel 1643 riceve il privilegio del fonte battesimale, fatto costruire a spese di Paolo dell’Erede (All’Erede è “un gruppetto di povere case staccate da breve tratto di strada dal paese di Barberino”, dove si trova anche la villa-fattoria dei Martelli). Tra il 1638 ed il 1644 don Becciani fonda la ‘cappella’ di S. Filippo Neri (santificato nel 1622), la quarta della chiesa.
- 1669 ‐ XVII (cenni storici reliquie di S. Papia )
- Nel 1669 giungono dalle catacombe romane di S. Priscilla le reliquie di S. Papia, soldato romano, donate da dom Epifanio (al secolo Francesco) di Giovan Battista Giorgi (1619-1683) di Barberino, vallombrosano, dal 1658 abate della badia di S. Maria a Vigesimo e in seguito, dal 1683, per pochi mesi, Padre Generale della Congregazione Vallombrosana. Forse fin da allora il corpo del Santo è posto presso l’altare della SS. Concezione
- 1672 ‐ 1673 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1672-1673 è costruito il campanile, finanziato dai confratelli della Compagnia di S. Sebastiano e di S. Rocco. Nel 1673 è sepolto in chiesa Bartolomeo di Anton Francesco Corsini (n. 1606), autore del poema eroicomico “Il Torracchione desolato” (composto attorno al 1660) e di una cronaca di Barberino degli anni 1638-1649; egli nel 1640 e nel 1646 era stato governatore della Compagnia di S. Sebastiano.
- 1725 ‐ 1792 ante (cenni storici carattere generale)
- Nel 1725-1734 viene ristrutturato l’oratorio della Compagnia di S. Sebastiano, non distante dalla chiesa; gli stalli lignei sono scolpiti da Michele Galletti, ritenuto lombardo (nel 1756 è noto a Bologna un Angelo Michele Galletti, capomastro nel cantiere del teatro pubblico progettato da Antonio Galli detto il Bibiena), ma da altre fonti identificato con il casentinese Antonio Galletti da Bibbiena. In quegli anni è priore di S. Silvestro don Giuseppe Becciani. Nel 1748 risulta essere priore di S. Silvestro don Jacopo Migliorini. Allora di S. Papia “ne fanno i Fratelli di essa [Compagnia] ogni cinque anni, ne’ tre giorni della Pentecoste, una solenne festa, con l’intervento di molte Confraternite” (Giuseppe Maria Brocchi). Nel 1785 è soppressa da Pietro Leopoldo anche la Compagnia di S. Sebastiano e di S. Rocco, che poi viene ricostituita nel 1792.
- 1803 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1803 l’arcivescovo Antonio Martini (1721-1809) autentica il culto di S. Papia Martire
- 1812 ‐ 1816 (cenni storici rifacimento neoclassico della chiesa)
- Tra il 1812 (secondo altre fonti tra il 1815) e il 1816 la chiesa viene ampliata e abbellita in forme neoclassiche, con il contributo dei Cattani e su progetto dell’architetto e ingegnere Leopoldo Veneziani, dal 1812 al 1856 architetto dell’Opera di S. Croce a Firenze e autore di un progetto per una “Caserma d’Infanteria” in località La Cappellina a Barberino di Mugello, oggi custodito nell’Archivio Storico Comunale di Firenze (ma citando come autore Luigi Veneziani). È aggiunto il portico ionico, sono realizzati in facciata il finestrone centinato di tipo termale romano e il portale trabeato. Viene modificata forse anche l’icnografia mediante il transetto biabsidato e la riduzione ad absidiole semicircolari catinate delle cappelle laterali. Le capriate lignee sono coperte da un controsoffitto in incannucciato. L’inaugurazione avviene in occasione della Pentecoste, il 5 giugno 1816, con il solenne concorso degli ascritti alla Compagnia di S. Sebastiano e di S. Rocco.
- 1821 ‐ 1822 ante (cenni storici elevazione a pieve)
- Nel 1821 (secondo altre fonti nel 1822), al tempo del priore don Tommaso Bartoloni, su richiesta dei barberinesi, la chiesa, sempre di patronato dei Cattani, è elevata a pieve dall’arcivescovo Pier Francesco Morali (1578-1826), avendo come suffraganee le sei chiese di S. Bartolomeo a Mangona, S. Margherita a Mangona, S. Lorenzo a Collina, S. Andrea a Camoggiano, S. Pietro a Cirignano e S. Maria a Vigesimo. Risale al 1811-1812 una perduta nota delle famiglie povere del ‘popolo’ di S. Silvestro.
- 1824 ‐ 1848 ante (cenni storici carattere generale)
- Nel 1824 vengono rinnovati i Capitoli della Compagnia di S. Sebastiano e di S. Rocco. Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Silvestro conta 1.084 anime e nel 1847 2.020. Alla morte del pievano abate Lorenzo Nesi, letterato e pedagogo nato nel 1781 a Tobbiana (Prato) e che verrà sepolto nella pieve stessa, nel 1848 diviene nuovo pievano don Antonio Susini. Il patronato spetta ai Cattani Cavalcanti. Presso l’altare della SS. Concezione è custodito il corpo di S. Papia, “un una cassa dorata con cristalli chiusa dalle quattro parti laterali” (Luigi Santoni”); allora “si scuopre ogni 5 anni con festa straordinaria”. Inoltre, presso l’altare del Rosario, si venera una statua lignea della Vergine. La Compagnia di San Sebastiano e di S. Rocco ha sempre sede nella vecchia rettoria già di S. Silvestro. Le chiese suffraganee sono sempre sei.
- 1886 ‐ 1898 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1886 è pievano di S. Silvestro don Gabriello Pratesi. In quell’anno sono uniti al territorio parrocchiale quelli di S. Andrea a Camoggiano, di S. Michele a Montecuccoli e di S. Maria a Vigesimo. La parrocchia conta allora 2.050 anime. Nel 1891 don Pratesi, che rimarrà pievano fin’oltre il 1898, ricorre contro una delibera del Comune di Barberino, che non intende più finanziare il predicatore quaresimale, come fatto sempre precedentemente dal 1669, e vince infine il ricorso.
- 1908 ‐ 1945 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1908 esiste in chiesa sempre la cappellania curata dedicata alla SS. Concezione, alla quale in quell’anno è nominato don Raffaello Cioni; nel 1922 vi è nominato don Guglielmo Rosignoli. Nel 1915 risulta essere parroco don Giuseppe Focacci, ancora pievano nel 1945
- 1935 (cenni storici organo)
- Nel 1935 è collocato in controfacciata l’organo del 1827 – con elementi primocinquecenteschi del frate domenicano di Santa Maria Novella Bernardo D’Argenta e settecenteschi di Pietro Agati (1735-1806) – realizzato da Giacobbe Paoli (1786-1855), esponente della celebre famiglia di organari Paoli di Campi Bisenzio; l’organo proviene dalla chiesa di Orsanmichele a Firenze.
- 1967 ‐ 1976 (vicende conservative intero bene)
- Nel 1967 diviene parroco di S. Silvestro don Giuliano Catani (1923-2007) da Barberino del Mugello, che nel 1985 verrà trasferito alla parrocchia del Sacro Cuore di Firenze. In quell’anno sono completati vari lavori di restauro e, nelle intenzioni, di riqualificazione interna, con i quali è rimossa la controsoffittatura neoclassica in incannucciato che copre la navata; sono demoliti il monumentale altar maggiore, la balaustra ed il pulpito, sono scialbate le decorazioni dei Chini che decorano le pareti interne. Nel 1970 la parrocchia conta 2.820 anime. Nel 1976 viene restauro l’organo dall’organaro Bartolomeo Formentelli (n. 1939).
- 1988 (vicende conservative scranni lignei)
- Nel 1988 vengono restaurati gli scranni lignei nella sede della Compagnia di S. Sebastiano.
- 1990 ‐ 1998 (cenni storici dipinto su tavola)
- Nel 1990 diviene parroco di S. Silvestro don Leonardo Lombardi (n. 1961) da Pontassieve. Nel 1998 è collocata nell’abside la pala restaurata raffigurante la “Crocifissione, con i Santi Sebastiano, Pietro, Andrea e Zanobi e il committente, il canonico Pandolfo di Urbano Cattani” (priore di S. Andrea a Camoggiano dal 1496 al 1528), opera risale al 1500 circa (realizzata tra il 1496 e il 1501) di Bartolomeo di Giovanni (circa 1458-1501), allievo del Ghirlandaio e seguace di Filippo Lippi e di Sandro Botticelli. La tavola proviene dalla chiesa di Camoggiano, da secoli patronato dei Cattani (come indica lo stemma visibile alla base della croce). Portata a Firenze per motivi di sicurezza nel 1906, era stata gravemente danneggiata dall’alluvione del 1966. Attualmente (2022) la tavola non è in chiesa, ma conservata in canonica.
- 2007 ‐ 2015 (vicende conservative presbiterio, organo)
- Agli inizi degli Anni Duemila (2007-2008), essendo parroco don Paolo Cioni, sono eseguiti ulteriori lavori di restauro al presbiterio, con il posizionamento di una nuova mensa, della sede e del coro ligneo. Nel 2015 è ricollocato l’organo in controfacciata, dopo un nuovo restauro eseguito dall’organaro Riccardo Lorenzini. Nello stesso anno diviene parroco don Stefano Ulivi, presbitero diocesano.
- 2019 ‐ 2022 (vicende conservative intero bene)
- La chiesa subisce notevoli danni con il terremoto del 9 dicembre 2019, che provoca gravi lesioni strutturali, anche nell’abside, nella controfacciata e nel portico antistante, danneggiando pure l’organo. Il 2 ottobre del 2021 viene riaperta al culto, dopo il restauro promosso con immediato impegno dal parroco don Ulivi e con il contributo di vari Enti. Nel maggio del 2022 torna a suonare, dopo il restauro, l’organo del Paoli. Attualmente (2022) resta ancora inagibile l’oratorio dei Santi Sebastiano e Rocco.
- VI ‐ XIII (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1967)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 1967. Rimosso l’originario altare maggiore, al centro del presbiterio è stata collocata una mensa eucaristica che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 119 x 199 x 95 (h). Altare con mensa in pietra serena poggiante su basamento rivestito in marmo. Tabernacolo in arenaria, con sportello in argento lavorato a rilievo, posto sopra l’altare nella cappella laterale destra del presbiterio. Sede lignea posta al centro del presbiterio. Leggio ligneo, mobile, collocato davanti alla sede. Ambone in arenaria posto sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale in ceramica invetriata policroma e bassorilievi in cotto, a pianta poligonale, posto in cappella dedicata in parete laterale sinistra, presso la controfacciata. E’ inoltre in uso un fonte in arenaria, a pianta ottagonale e copertura in ottone, collocato nel presbiterio, sul lato destro.
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1967)
📿 Foto e informazioni giornaliere
| Popolazione: | BARBERINO DI MUGELLO |
| Abitanti: | 5500 |
| Parroco: | REV. STEFANO ULIVI |
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