(BORGO SAN LORENZO) S. STEFANO A GREZZANO

Índice
  1. ⌛ Messe in S. STEFANO A GREZZANO – Orario
  2. 🛐Dove si trova la parrocchia?
  3. 📝Descrizione della parrocchia
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. 🙏 Immagine e dati del giorno

⌛ Messe in S. STEFANO A GREZZANO – Orario

In questa pagina potrai vedere gli orari delle celebrazioni all’interno della chiesa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giorni, sia nei giorni lavorativi, i giorni festivi o le vespri festivi.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

🛐Dove si trova la parrocchia?

Se cerchi indicazioni per trovare la messa, in questa pagina potrai trovare la planimetria insieme a indicazioni per rendere semplicissimo arrivare a questo luogo.

📝Descrizione della parrocchia

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa di Santo Stefano a Grezzano

  • La chiesa di S. Stefano si trova a Grezzano, frazione del Comune di Borgo San Lorenzo. È ubicata “sul fianco meridionale dell’Appennino di Razzuolo, o di Monte Altuzzo lungo il torrente Bosso” (Emanuele Repetti). Sorge isolata (ca 360,00 m s.l.m.), entro un contesto montano. Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, che vi sorge in adiacenza sinistra. Sul lato opposto, verso la fronte, è la torre campanaria. I prospetti esterni recano a vista i conci lapidei; la cornice perimetrale d’imposta delle coperture presenta un triplice ricorso di mattoni posti in diagonale, che definiscono un frontone nella scarsella tergale. Una gradinata dà accesso al sagrato, ricoperto a ghiaia. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.

    • Pianta
      • La chiesa ha pianta ad aula orientata a ovest. Nel presbiterio, a sinistra, è l’accesso alla sagrestia. Una porta lungo la parete longitudinale sinistra immette i una moderna cappellina memoriale. A destra un arco in prossimità della controfacciata introduce alla cappella di S. Stefano. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 21,60; lunghezza fino all'arco absidale: m 16,60; larghezza e profondità della scarsella: m 4,30x4,30; larghezza della navata: m 7,60.
    • Facciata
      • La facciata è a capanna; sul colmo è una croce metallica. Il moderno paramento murario neomedievale è un conci non isodomi posti alla rinfusa. La mostra dell’oculo, con una vetrata policroma, è in arenaria, così come il portale, architravato e sormontato da una lunetta a pieno centro recane a mosaico la raffigurazione di “Santo Stefano”. Il portone è ligneo, chiodato, con specchiature quadrate nelle ante.
    • Campanile
      • Il campanile è a pianta quadrata, con apparecchio murario in conci a vista; nella canna presenta un’ampia monofora centinata. Ha la cella dotata di fornici centinati, provvista di tre campane, ed una copertura a padiglione in coppi e tegole piane che evidenzia una gronda assai aggettante.
    • Interno
      • L’interno è a pianta rettangolare, ad aula che, in lieve ascesa, culmina nel presbiterio, rialzato di due gradini e recante al centro la mensa eucaristica in arenaria, sorretta da pilastrini a sezione poligonale neomedievali; l’anfora biansata conservata al centro, sul fronte, è in alabastro. L’abside è a scarsella; al centro vi è un grande Crocifisso ligneo del XX secolo, sotto al quale è la sede; sul retro si trova l’organo Del Mela del XVIII secolo. I peducci delle volte a crociera sono in arenaria, come i capitelli tuscanici sui quali poggia arcone. Tutte le murature sono intonacate e tinteggiate di bianco. Sul lato destro del presbiterio è posto a parete il tabernacolo in arenaria della seconda metà del Quattrocento, con lo sportello in metallo dorato lavorato a bulino, nei pressi del quale sono conservate parti del precedente altar maggiore del 1930. Sul lato opposto si trova il tabernacolo un terracotta policroma invetriata attribuito a Giovanni della Robbia. A sinistra dell’accesso alla sagrestia è una piccola cappella, dedicata alla memoria di un giovane locale perito tragicamente nei boschi circostanti ed avente una vetrata policroma. Ai lati del presbiterio sono conservate le due campane del Duecento e del Quattrocento. I rivestimenti interni della chiesa sono ad intonaco tinteggiato in bianco. Lungo la parete laterale destra è un altare in arenaria secentesco, qualificato da un dossale avente il frontone centinato e spezzato, con al centro il simbolo bernardiniano, sorretto da colonne corinzie e nel fregio della cui trabeazione è l’iscrizione “FULCITE ME FLORIBUS” (“ristoratemi con fiori”, dal Cantico dei Cantici). Reca il dipinto su tela della “Madonna del Rosario con il Bambino tra i Santi Domenico, Caterina da Siena e Ludovico di Francia e con teste di Cherubini ed un puttino un basso recante gigli”. In controfacciata la bussola è lignea, le acquasantiere sono due, in marmo, del Cinquecento. In una nicchia centinata nella parete sinistra, presso la controfacciata, si trova il fonte battesimale neomedievale in marmo, a pianta semipoligonale e con copertura lignea. La cappella laterale destra, cui si accede mediante un’arcata a pieno centro, è sottostante la torre campanaria ed è dedicata a S. Stefano. La chiesa prende luce dalla finestra circolare in controfacciata, da due finestre centinate, con vetrate policrome, aperte nelle pareti laterali e da una monofora centinata, anch’essa con vetrata policroma, posta al centro della parete absidale. L'altezza massima della navata è m 9,40, la minima m 8,20.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • La pavimentazione è in cotto, con mattoni rettangolari disposti in diagonale.
    • Coperture
      • La copertura della navata poggia su quattro capriate lignee, orditura primaria e secondaria, scempiato in cotto. Il manto è in coppi e tegole piane.

Notizie storiche


    • XI ‐ XII (origini carattere generale)
      • A Grezzano (memoria toponomastica del “praedium” romano di un Agridius, Agrilius) esiste un castello dei Guidi, rammentato fin dal 1037, e poi ancora nel 1085 (quando S. Bernardo di Brunone degli Uberti, 1060-1133, vi possiede alcuni beni che, facendosi egli vallombrosano, dona alla badia di S. Salvi) e nel 1107. La località in seguito diviene in parte feudo dei vescovi fiorentini, a partire dal 1117, quando sono donati alla mensa vescovile alcuni beni posti a Castelvecchio di Grezzano. La chiesa rettoria di S. Stefano, suffraganea della pieve di S. Giovanni Maggiore, è documentata dal 1086, quando il suo rettore è testimone in un atto stipulato a Luco. Nel 1196 l’imperatore Arrigo VI conferma ai conti Guidi il territorio di Grezzano.
    • 1220 ‐ 1290 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1220 e nel 1247 Federico II conferma Grezzano ai conti Guidi. La chiesa di S. Stefano è nuovamente ricordata nel libro di Montaperti del 1260 e compare negli elenchi delle decime vaticane del 1274 e del 1276. Nel 1283 è fusa una campana dal fiorentino Bonaguida (talora citato erroneamente come Cacciaguida). Nel 1290 la mensa vescovile aumenta i suoi possedimenti a Grezzano mediante ulteriori acquisizioni. Sono forse del XIII secolo due frammenti lapidei con decorazioni scolpite a nastri, ancora esistenti e provenienti dalla chiesa originaria.
    • 1360 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1360 possiede beni a Grezzano lo Spedale di S. Maria Nuova a Firenze, in seguito ad un lascito di Naldina di Chello, vedova di Rinaldo.
    • 1420 ‐ 1440 circa (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1420 è fusa da maestranze veronesi una seconda campana. Sempre nel primo Quattrocento è realizzata una croce astile in rame dorato e inciso.
    • 1450 circa ‐ XV (cenni storici carattere generale)
      • Tra sesto e settimo decennio del Quattrocento viene realizzato un ciborio in arenaria, da taluni attribuito alla bottega di Desiderio da Settignano (circa 1430-1464). Il territorio parrocchiale di S. Stefano in seguito ingloberà anche quello della chiesa di S. Margherita alla Rena (Arena), da cui provengono i Della Rena, che durante la Repubblica avevano avuto a Firenze tre gonfalonieri e diciannove priori. La chiesa è nuovamente documentata nel 1484.
    • 1508 ‐ 1530 ante (cenni storici - realizzazione carattere generale)
      • Nel 1508, dopo la rinuncia da parte del suo rettore, prete Gabriele da Palazzuolo, la chiesa viene unita allo Spedale di S. Maria Nuova per decreto di Giulio II e la cura delle anime è affidata ad un cappellano scelto dallo spedalingo di S. Maria Nuova. Lo Spedale ne assume anche il patronato. La bottega di Giovanni della Robbia (1469-1530) esegue un tabernacolo in terracotta invetriata policroma, dove in basso compare lo stemma dello Spedale.
    • 1518 ‐ 1525 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1518 lo spedalingo di S. Maria Nuova (e poi dal 1525 di quello del Ceppo a Pistoia) Leonardo Buonafede (1450-1545), monaco certosino e mecenate, in seguito vescovo di Vieste e poi di Cortona, commissiona a Giovan Battista di Jacopo detto il Rosso Fiorentino (1494-1540) una pala raffigurante la “Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista, Antonio Abate, Stefano e Girolamo e con due Cherubini” per un altare della chiesa fiorentina d’Ognissanti, secondo le volontà testamentarie di Francesca de Ripoll. Non soddisfatto dell’opera, infine l’accetta con la mediazione dei pittori Francesco Granacci (1469-1543) e di Giuliano Bugiardini (1476-1555), ma in cambio di un abbattimento del compenso di 9 fiorini. Verso il 1525, però, lo Spedale decide di destinarla alla chiesa di S. Stefano a Grezzano, dopo che viene fatta una nuova cornice dalla bottega di Ridolfo del Ghirlandaio (1483-1561) e forse sono modificate anche le figure, compresa quella di S. Stefano.
    • 1542 ‐ XVI (ricostruzione intero bene)
      • In totale rovina, la chiesa di S. Stefano nel 1542 è ricostruita per volere dell’arcivescovo Alessandro de’ Medici: è a navata unica con scarsella quadrata coperta mediante una crociera. Nel 1599 è posta una croce nel luogo dove sorgeva l’originaria chiesa. In quell’anno l’altar maggiore è abbellito con un “bel quadro” (poi disperso), come risulta dalla visita pastorale. Nel Cinquecento sono realizzate due acquasantiere a parete in marmo.
    • XVII (realizzazione dipinti su tela)
      • Nel Seicento sono dipinti “Sant’Agata”, “Santa Margherita da Cortona e il drago” e “Santa Lucia”.
    • 1615 ‐ 1654 (cenni storici Rosso Fiorentino - pala d'altare)
      • Risale al 1615, al tempo dell’arcivescovo Marzi Medici, un’altra visita pastorale. Nel 1650 il rettore di S. Stefano Giacinto Graziani (che verrà sepolto in chiesa) fonda la Confraternita di Misericordia di Grezzano. Nel 1654, per volontà di don Graziani e con il benestare dello spedalingo di S. Maria Nuova, è fondata la Compagnia del SS. Rosario.
    • 1615 ‐ 1667 (realizzazione altare laterale destro)
      • Nel 1667 i confratelli della Compagnia del SS. Rosario fanno erigere l’altare laterale destro, per il quale fanno dipingere la “Madonna del Rosario tra i Santi Domenico, Caterina da Siena e Ludovico di Francia”, da taluni attribuita – erroneamente – a Francesco Curradi (1570-1661) e, secondo la tradizione, commissionata da un figlio di Maria dei Medici (1575-1642), figlia di Francesco I, e di Enrico IV di Francia. Tale figlio è da identificarsi con Gaston duca d’Orléans (1608-1660), fratello di Luigi XIII e nemico del cardinal Richelieu, collezionista d’arte colto e raffinato, la cui figlia Margherita Luisa d’Orléans (1645-1721) nel 1661 aveva sposato il futuro granduca di Toscana Cosimo III. Verosimilmente la presenza del Santo francese è invece un omaggio dei confratelli della Compagnia a Margherita Luisa d’Orléans, che in quel 1667 dà alla luce Anna Maria Luisa, la futura Elettrice Palatina. Nel volto del santo re francese sarebbe ritratto lo stesso priore Graziani.
    • 1678 ‐ 1682 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1678 è sepolta in chiesa Lucrezia, madre del rettore don Graziani. Nel 1682 è sepolto sempre in chiesa Tommaso Cellari (cognome derivante dal latino: “cantiniere”), come lo era stata nel 1678 anche la moglie Francesca Calzolari.
    • 1755 ante ‐ 1795 (realizzazione organo chiesa)
      • Viene realizzato l’organo da Domenico Del Mela da Galliano di Mugello (1681/1683-1755), inventore di organi, clavicembali, orologi, ed altri macchinari, inventore nel 1739 del primo pianoforte verticale. Nel 1774 i comunelli di S. Stefano a Grezzano e di S. Margherita alla Rena entrano a far parte della Comunità di Borgo S. Lorenzo. Nuovamente ristrutturata dai ‘popolani’, nel 1795 la chiesa di S. Stefano risulta essere in ottimo stato.
    • 1810 circa ‐ 1847 ante (cenni storici carattere generale)
      • Sino ai primi dell’Ottocento la tavola del Rosso Fiorentino rimane a S. Stefano, per poi essere portata nella quadreria dell’Arcispedale di S. Maria Nuova. Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Stefano conta 448 anime e nel 1847 500. Dal 1842 è parroco don Giuseppe Ulivi. Il patronato spetta sempre all’Arcispedale di S. Maria Nuova, che allora, nel suo ‘popolo’, possiede una fattoria.
    • 1886 ‐ 1898 (cenni storici parrocchia)
      • Nel 1886 risulta essere parroco di S. Stefano don Anacleto Gambacciani, che lo è ancora nel 1898. Allora la parrocchia conta 625 anime.
    • 1900 (cenni storici Rosso Fiorentino - pala d'altare)
      • Nel 1900 la pala del Rosso Fiorentino entra agli Uffizi.
    • 1930 ‐ 1939 (realizzazione altare e decorazioni carattere generale)
      • Nel 1930 è rifatto l’altar maggiore neomedievale in pietra, a spese della famiglia di origini svizzere Dapples, proprietari di una vicina villa-fattoria ed il cui stemma figura sulle vetrate laterali. Edmond Charles Francis Dapples (1834-1914), nato a Genova, nel 1886 aveva acquistato per 242.000 lire la fattoria di Grezzano, nella conduzione della quale era s\ucceduta la figlia Elvire (m. 1958), che fa anche costruire a proprie spese la scuola elementare di Grezzano e nel 1931 risulta essere una socia del famoso circolo fiorentino femminile del Lyceum. Dino Chini (1884-1960), pittore e restauratore, decora il presbiterio della chiesa, che assume una sorta di restauro di ‘ripristino’ in forme romaniche, ma edificio che invece era sorto nel Cinquecento. Nel 1936 l’artista mugellano Carlo Parigi scolpisce un Crocifisso ligneo per l’altar maggiore. Nel 1937 è posta una lumiera in ferro battuto. Nel 1939 viene demolita la cantoria e l'organo è collocato nel coro.
    • 1950 ‐ 1970 (cenni storici carattere generale)
      • Dal 1950 e fin’oltre il 1970 è parroco di S. Stefano don Lionello Giorgetti (n. 1919) da Barberino del Mugello. La chiesa è di libera collazione. Nel 1970 la parrocchia conta 450 anime.
    • 1960 ‐ 1963 (danni per sisma e ripristini intero bene)
      • Nel 1960 un terremoto danneggia la chiesa, che, dopo i restauri (durante i quali sono pure scialbate le pitture del Chini di una trentina d’anni prima), è riaperta al culto il 15 giugno 1963 alla presenza dell’arcivescovo Ermenegildo Florit (1901-1985).
    • 1991 ‐ 2017 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1991 diviene parroco di S. Stefano don Romano Nencioli (n. 1940) da Borgo S. Lorenzo, che nel 2017 vi celebra i suoi 50 anni di sacerdozio. Nel 1993 viene realizzato l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ intervento strutturale (1993)
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel 1993. Rimosso il precedente altare, al centro del presbiterio è stata collocata una mensa eucaristica, in pietra serena, che consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 117 x 199 x 103 (h). Tabernacolo in arenaria, con sportello in metallo dorato lavorato a bulino, posto a parete sul lato destro del presbiterio. Sede lignea posta al centro della abside. Leggio ligneo attulamente collocato sul lato sinistro del presbiterio. Fonte battesimale in marmo, con copertura lignea, posto in nicchia dedicata nella parete laterale sinistra, presso la controfacciata. Due confessionali lignei sono inserti nelle pareti laterali, in posizione speculare.

🙏 Immagine e dati del giorno





Popolazione:BORGO SAN LORENZO
Abitanti:300
Parroco:REV. ROMANO NENCIOLI
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