(EMPOLI) SANTI MICHELE E LEOPOLDO ALLA TINAIA

Índice
  1. 🕎 Messe in SANTI MICHELE E LEOPOLDO ALLA TINAIA – Orario
  2. 🗺️Come arrivare alla chiesa?
  3. ℹ️Storia e dettagli della chiesa
  4. Descrizione
  5. Notizie storiche
  6. Adeguamento liturgico
  7. ✝️ Immagine e dati del giorno

🕎 Messe in SANTI MICHELE E LEOPOLDO ALLA TINAIA – Orario

In questa pagina potrai guardare gli orari delle eucaristie all’interno della messa in questo 2026, con la varietà degli orari durante tutti i giorni, sia nei giornate lavorative, i giorni festivi o le giornate precedenti a una festa.

Gli orari delle messe non sono attualmente disponibili. Se li conosci, ti invitiamo a contattarci attraverso la nostra sezione contatti.

🗺️Come arrivare alla chiesa?

Se hai bisogno orientamento per arrivare a la messa, in questa pagina potrai trovare la planimetria insieme a indicazioni per rendere semplicissimo arrivare a questo sito.

ℹ️Storia e dettagli della chiesa

Descrizione


  • Tipologia

    chiesa

  • Qualificazione

    parrocchiale

  • Denominazione principale

    Chiesa dei Santi Michele e Leopoldo

  • La chiesa dei SS. Michele e Leopoldo si trova alla Tinaia, frazione del Comune di Empoli. Sorge isolata entro un contesto agreste, “in pianura sulla ripa sinistra dell’Arno fra le chiese di Corte-Nuova, e di Limite, quella sotto la Diocesi di Firenze e questa situata alla destra del fiume sotto la Diocesi di Pistoja” (Emanuele Repetti). Il complesso è costituito dalla chiesa e dalla canonica, che, con i locali parrocchiali, vi sorge in adiacenza destra (ed oggi è ad uso abitativo, concesso in locazione). Verso tergo, sul medesimo lato, è impostata la torre campanaria. Il fianco sinistro è privo di rivestimenti e reca a vista l’apparecchio murario in alberese ed arenaria. Vi si scorgono mutazioni avvenute nel tempo, come il tamponamento di una finestra a campana. L’abside è rivestita ad intonaco e tinteggiata in bianco crema. Oltre ad un piccolo campino parrocchiale, intatta testimonianza di un tempo che fu, sul lato sinistro vi sono una piccola area cimiteriale, oggi dismessa, e quella che un tempo era la sede della Compagnia, con l’edificio disposto in asse perpendicolare alla chiesa. Sul fronte è un sagrato a prato, definito sul lato sinistro da un setto murario. Vi prospetta il fianco sinistro dell’ex Compagnia, rivestito ad intonaco, con due finestre neoclassiche di tipo termale romano, ricavate entro le lunette sotto le unghie della volta e provviste di vetrate policrome, e con un portale in arenaria. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.

    • Pianta
      • La chiesa ha una pianta ad aula. Nella parete sinistra del presbiterio è l’accesso alla sagrestia, dalla quale si perviene ai locali parrocchiali. Nei pressi della controfacciata, sul lato sinistro, è l’accesso alla sede dell’ex Compagnia, oggi adibita a cappella feriale. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 32,50; lunghezza fino all'arco absidale: m 25,40; lunghezza fino alla serliana: m 17,40; larghezza della navata: m 8,70.
    • Facciata
      • La facciata della chiesa è a capanna; sul colmo è una croce traforata in ghisa. Tutte le scansioni architettoniche (frontone triangolare, lesene tuscaniche angolari) sono tinteggiate in grigio chiaro, il rivestimento è ad intonaco tinteggiato in bianco crema, Il portale trabeato è sormontato da una finestra rettangolare terminate con un cornicione orizzontale. Il portone è ligneo.
    • Campanile
      • Il campanile, intonacato e tinteggiato in bianco crema, è a pianta quadrata e si erge su due livelli; ha la cella campanaria provvista di tre campane, azionabili a corda entro fornici centinati ed inquadrati da lesene angolari tuscaniche, e una copertura a cuspide, ove è una croce metallica sul colmo.
    • Interno
      • L’interno è costituito da una singola aula a pianta rettangolare, che, oltre una serliana tuscanica, i cui elementi sono tinteggiati in grigio, culmina nel presbiterio, rialzato di un gradino, al centro del quale è la mensa eucaristica lignea, mobile, e qualificato alle pareti da lesene tuscaniche. A tergo è il maestoso altar maggiore in marmi policromi, a tre gradi terminanti lateralmente con volute e teste alate di cherubini, recante la fronte decorata a scagliola; la mensa è in arenaria, il tabernacolo a tempietto frontonato ha lo sportello ligneo, scolpito, dipinto e dorato. Oltre l’altare è quella che fu la sede del coro, un’abside a pianta rettangolare. Addossato alla parete sinistra del presbiterio si trovano un ovale con il “Transito di San Giuseppe” e l’organo dei Tronci. Nella parete destra è un pregevole quanto del 1798. In due nicchie centinate, ricavate specularmente nelle pareti laterali dell’aula, i due altari hanno la mensa in arenaria poggiante su mensole a voluta e i dossali recanti lesene laterali corinzie e un frontone centinato spezzato, dipinti in grigio. L’altare nella parete sinistra (già dedicato a S. Giuseppe) reca, entro una nicchia, la statua della “Vergine della Tinaia” (per la quale ogni tre anni ricorre un festa nel primo sabato di settembre); l’altare nella parete opposta è dedicato alla Madonna del Rosario ed il tabernacolo che vi si trova è ligneo. Alla parete sinistra, in alto, è affisso il quadro di Onorio Marinari. La cantoria in controfacciata è lignea, come la pregevole bussola sottostante, le due acquasantiere sono in terracotta tinteggiata in grigio. La chiesa prende luce dalla finestra rettangolare, con vetrata trasparente, e dalle due finestre rettangolari aperte nelle pareti laterali del coro, con telaio ligneo e vetrature opache. L'altezza massima della navata è m 11,30.
    • Elementi decorativi
      • Altar maggiore settecentesco in marmi policromi e scagliola; dossali settecenteschi di due altari laterali; pitture murali tardosettecentesche nella volta dell’aula.
    • Pavimenti e pavimentazioni
      • Altar maggiore settecentesco in marmi policromi e scagliola; dossali settecenteschi di due altari laterali; pitture murali tardosettecentesche nella volta dell’aula.
    • Coperture
      • La copertura dell’aula è una finta volta a botto ribassata, in incannucciato, decorata con pitture murali a finti cassettoni recanti al centro un ovale con l’“Incoronazione della Vergine”, il presbiterio è voltato a vela, l’ex coro ha una volta a botte unghiata. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane.

Notizie storiche


    • 1099 ‐ 1192 (origini carattere generale)
      • Nel 1099 Legnana (o Lignano, Legnaja, Legnaria, Lignaria, toponimo derivante da ‘legnaia’, presso Ponterotto o Fibbiana) fa parte del territorio della “curtis” di Pontorme ed è posta ad oriente di essa, lungo la vecchia via Quintia. Nel 1192 è citata la chiesa di S. Michele a Legnana, facente parte del piviere di S. Andrea ad Empoli.
    • 1276 ‐ 1303 (cenni storici carattere generale)
      • Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento (1276-1303) la chiesa di S. Michele paga 2 libbre e 10 soldi di decime vaticane. La chiesa è nuovamente citata nel 1286. Il patronato spetta ai conti Alberti di Capraia fino alla morte del conte Anselmuccio di Anselmo (1299). Nel 1290 Cione, Niccolò e Gualtieri di Benintendi del ‘popolo’ di Legnana fanno edificare lo spedale di S. Maria Maddalena “iuxta burgum Ponturmi”. La chiesa, raggiungibile dalla strada pubblica per una via diretta, consiste in una piccola costruzione a capanna con tribuna ad abside catinata, con un oculo in facciata ed un campanile a vela (ma così documentataci solo nei disegni del 1580). Nella zona vi esiste un ‘padule’ (palude). Il territorio di Legnana confina con quello di Sammontana nel comune di Montelupo ed è caratterizzato dal passaggio dell’antica strada pubblica e da una sua variante e vi esiste un lavatoio pubblico.
    • 1313 ‐ 1390 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1313 viene iniziata la ricostruzione della chiesa di S. Michele, anche con il contributo di lasciti testamentari. La chiesa è ancora ricordata nel 1330, quando Lapo di Cambiuzzo vende a Giovanni di Bernardo alcune terre poste nel suo ‘popolo’. Qui sono documentati due poderi nel 1324 e nel 1341. Al tempo degli Statuti del comune di Pontorme del 1346 ne fa parte anche il ‘popolo’ di S. Michele. L’11 settembre 1346 il patronato della chiesa è lasciato da Francesco e da messer Gerardo di Pontormo alla Compagnia di Orsanmichele “dall’eredità del conte Anselmo degli Alberti di Pontorme” (1299). Nel 1390 abbiamo notizia di un Bardo di Guccio del ‘popolo’ di Legnana. Per la chiesa viene dipinta una tavola ed è realizzato un Crocifisso ligneo. La chiesa possiede alcuni beni immobili entro il castello di Pontorme; tutt’intorno ad essa si trovavano terre anche pregiate, come i vigneti.
    • 1445 (cenni storici carattere generale)
      • Negli statuti di Pontorme del 1445 si parla “de actando et inghiaiando viam de Legnana” (“della sistemazione e dell’inghiaiatura della strada di Legnana”).
    • 1514 ‐ 1590 (cenni storici carattere generale)
      • L’edificio sacro di S. Michele risulta già pericolante nel Cinquecento e nel 1514 la chiesa ed il suo ‘popolo’ risultano oramai accorpati a S. Donato in Val di Botte. Viene rappresentata, entro il ‘popolo’ di S. Donato, nelle piante di Popoli e Strade del 1580-1595 dei Capitani di Parte. Allora il patronato spetta a Matteo Botti, famiglia che possiede numerosi beni nella zona. Ancora nel 1590 vi si trovano la “tabula antiqua et extincta” (“una tavola antica semicancellata”) e l’“imago Crucifixi antiquissima extincta et sorde plena” (“un’immagine antichissima del Crocifisso, dilavata e piena di sporcizia”). Verso la fine del secolo i tecnici della Magistratura dei Capitani di Parte concludono i lavori di bonifica del vecchio alveo dell’Arno (Arno Vecchio) presso la Tinaia (Pian di Tinaia). La “colmata” e la zona bonificata (l’antica Isola e la palude) divengono di proprietà granducale.
    • 1618 ‐ 1662 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1618 la predetta “imagine Crucifixi in cruce lignea magna” si trova ormai a S. Donato in Val di Botte. Da alcuni documenti del 1662 (Archivio della Collegiata di S. Andrea di Empoli, Campione Beneficiale A, c. 174) la chiesa di S. Michele risulterebbe oramai scomparsa come tale.
    • 1773 (cenni storici carattere generale)
      • Nel 1773 ancora esiste l’edifico della chiesa di S. Michele a Legnana, attorniato dai beni dei Da Cepparello.
    • 1786 ‐ 1787 (cenni storici edificazione della nuova chiesa )
      • Nel 1786 la “colmata” presso l’Arno Vecchio viene alienata dai Granduchi lorenesi. La nuova chiesa dei SS. Michele Arcangelo e Leopoldo a Tinaia viene colà eretta nel 1786 per decisione del granduca Pietro Leopoldo, dopo le forti insistenze della locale comunità (a nord di Legnana, molto vicino all’Arno). Il 29 settembre 1787 è benedetta dal preposto di S. Andrea ad Empoli e il 22 novembre seguente l’arcivescovo Antonio Martini (1720-1809) la dichiara prioria. La nuova chiesa viene dotata dei beni della soppressa chiesa. Sull’altare di sinistra, dedicato a S. Giuseppe, viene posta una precedente tela di Onorio Marinari (1627-1715), un allievo di Carlo Dolci, raffigurante “La fuga in Egitto”, dipinta nel 1660 o nel 1668 (a seconda delle fonti).
    • 1794 (cenni storici organo)
      • Nel 1794 Anton Luigi (1754-1803) e Benedetto (1756-1821) Tronci di Pistoia realizzano per la chiesa l’organo, racchiuso in cassa lignea di pioppo e abete.
    • 1820 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
      • Nella mappa del 1820 del Catasto Generale Toscano non compare più l’edificio dell’ex chiesa di Legnana, andato distrutto. Nel 1833 il ‘popolo’ dei SS. Michele e Leopoldo conta 269 anime e nel 1847 sono 300. Dal 1843 diviene priore don Giuseppe Scappini. Il patronato spetta all’“Insigne e militar Ordine di S. Stefano Papa e Martire”. In chiesa vi esiste la Compagnia del SS. Sacramento.
    • 1961 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale)
      • Del 1961 diviene parroco dei SS. Michele e Leopoldo don Ezio Taddei (n. 1920) da Lastra a Signa. Nel 1970 la parrocchia conta 350 anime e nel 1993 170. Nel 1993 risulta esserne amministratore parrocchiale don Renzo Fanfani (n. 1935), parroco di S. Jacopo ad Avane.
    • 2015 (vicende conservative organo)
      • Nel 2015 viene restaurato l’organo Tronci.

Adeguamento liturgico


    • presbiterio ‐ aggiunta arredo (1990)
      • Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nel corso degli anni ’90 senza il ricorso ad opere di carattere strutturale. La mensa liturgica lignea posta al centro del presbiterio consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni cm 183 x 86 x 79 (h). Altare in marmi policromi e scagliola, con la mensa in arenaria e tre gradi al centro dei quali è il tabernacolo che è in marmi policromi, con sportello ligneo scolpito, dorato e dipinto. Sede lignea, mobile, posta al centro del presbiterio, davanti all’altare maggiore. Leggio in metallo, mobile, posto nel presbiterio, sul lato sinistro. Fonte battesimale: in uso un bacile mobile in rame. Tre confessionali lignei sono inseriti nelle pareti laterali, due in parete destra ed uno in parete sinistra.

✝️ Immagine e dati del giorno





Popolazione:EMPOLI
Abitanti:170
Parroco:REV. SEGUNDO VICENTE CARRILLO PONCE
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