(TAVARNELLE VAL DI PESA) SANTI PIETRO E LUCIA A TAVARNELLE

📍 VIA BORGHETTO 1 (TAVARNELLE VAL DI PESA), BARBERINO TAVARNELLE - 50028 (FI)
⏳ Orario delle Messe in SANTI PIETRO E LUCIA A TAVARNELLE
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📍Qual è la posizione della chiesa?
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📝Storia e dettagli della chiesa
Descrizione
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Tipologia
chiesa
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Qualificazione
parrocchiale
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Denominazione principale
Chiesa dei Santi Pietro e Lucia a Tavarnelle
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La chiesa di S. Pietro e S. Lucia si trova a Tavarnelle (ca 384,00 m s.l.m.), frazione del Comune di Barberino Tavarnelle. Il complesso è costituito dalla chiesa e dai locali parrocchiali che vi sorgono in adiacenze destra intorno ad un chiostro a prato; l’alto portale di lato alla chiesa è sormontato da una tettoia a semipadiglione. All’estremità destra, ortogonalmente, si erige la sede dell’ex Compagnia di S. Lucia. A tergo, sul lato sinistro, si erge la torre campanaria. Lungo la cornice perimetrale d’imposta delle coperture vi è un quadruplice ricorso di mattoni messi per punta. La parete tergale della scarsella è qualificata da una grande bifora neogotica con elementi in cotto, sopra la quale, presso il colmo di copertura, sono visibili le tracce dell’originario occhio che richiama le forme francescane (S. Croce). I prospetti esterni laterali sono intonacati e tinteggiati in bianco avorio; nel prospetto sinistro è presente un contrafforte in mattoni. Il sagrato è lastricato in cotto, con mattoni posti per taglio e a spinapesce. La facciata è a capanna, la pianta ad aula.
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- Pianta
- La chiesa ha pianta ad aula orientata a est. Sul lato destro della scarsella è l’accesso alla sagrestia, sul lato opposto si ha l’ingresso alla cappella della SS. Annunziata. Le dimensioni indicative dell'interno della chiesa sono: lunghezza totale: m 40,30; lunghezza fino all'arco absidale: m 34,30; larghezza della navata: m 11,30.
- Facciata
- La facciata è a capanna e reca a vista i mattoni in cotto, in parte dovuti al restauro di ‘ripristino’ novecentesco, e ha le angolate realizzate un conci di pietra. Sul colmo è una croce metallica. Il coronamento neomedievale è realizzato mediante un quadruplice ricorso di mattoni. L’oculo circolare ha rulli trasparenti, il portale è sormontato da una tettoia a capanna su elementi lignei, è architravato e nella lunetta sestiacuta è visibile quanto resta di una pittura murale trecentesca con la raffigurazione della una “Madonna con il Bambino tra due Angeli”, reintegrata nel Novecento. Sul lato destro è un arcosolio a sesto acuto con un sarcofago dei Gherardini, sul lato sinistro vi sono due piccole lapidi sepolcrali in marmo dei Maffei e dei Ranuccini, reinserite qui con i restauri novecenteschi. Il portone è ligneo, con le specchiature chiodate nelle ante. La facciata a capanna dell’ex Compagnia, con una croce metallica e una banderuola sul colmo, ha una muratura in pietrame a vista, con l’angolata destra in mattoni; il portale architravato è sormontato da una nicchia sestiacuta con una statuetta della “Vergine con il Bambino” in cotto.
- Campanile
- Il campanile è a pianta quadrata, intonacato, su tre livelli, reca turgidi conci angolari in puddinga; la cella, qualificata sa lesene angolari tuscaniche sulle quali s’impostano archi a pieno centro, è provvista di quattro fornici centinati ed altrettante campane e, oltre i frontoni triangolari che sovrastano gli archi, la copertura novecentesca è cuspidata, in laterizio ed arenaria. Sul colmo sono una sfera lapidea ed una croce metallica.
- Interno
- L’interno è ad aula che culmina nel presbiterio, rialzato di quattro gradini e recante l’altar maggiore in arenaria. Sul retro è la scarsella, con la sede in muratura (i due leoni sono un acquisto del parroco) ed il coro ligneo del XVIII secolo. È posto a pendere dall’arcone sestiacuto del presbiterio (le cui mostre sono dipinte in bicromia) un Crocifisso ligneo tre-quattrocentesco, talora attribuito ad un seguace di Giovanni Pisano. A destra è il tabernacolo per gli oli santi con lo sportello ligneo; la mostra del portale è in pietra serena, come quella sul lato opposto, tramite cui si accede alla cappella della SS. Annunziata, recante l’altare frontonato neorinascimentale con al centro il tabernacolo, sopra al quale è l'“Annunciazione” di Neri di Bicci. Nelle pareti della cappella la balza è in pietra serena e marmo, la balaustra è in pietra serena, come le mostre delle quattro monofore (le due nella parete destra sono cieche). Nel presbiterio il fonte battesimale è in marmo, la boiserie è dipinta e prosegue per tutto il perimetro della chiesa. I due altari laterali sono in arenaria, ivi compresa la mensa e il dossale trabeato su semicolonne tuscaniche (in quello di destra è un quadro di “Santa Lucia”, in quello di sinistra un busto della “Madonna con il Bambino”); il pulpito nella parete destra è ligneo, il sottostante portale ha le mostre in arenaria, le due acquasantiere a lato sono in marmo, gli elementi residui degli altari al centro delle pareti laterali sono in pietra serena e le mostre circostanti sono dipinte. Nella parete sinistra sono un quadro di “San Francesco” e le stazioni della Via Crucis su tela; il sottostante stemma trecentesco dei Tafani è in arenaria, come quello trecentesco dei Benincasa nella parete opposta, dove sono gli affreschi trecenteschi e, entro una nicchia ad arco ribassato, il Crocifisso dipinto su tavola sempre trecentesco. La cantoria lignea in controfacciata, con un grande organo proveniente dal duomo di Firenze, poggia su due colonne in laterizio a pianta ottagonale e con capitelli in arenaria a foglie d’acqua; le due acquasantiere a valva di conchiglia sono in arenaria. Preceduto da una cancellata in ferro, sotto la cantoria e sul lato destro, è posto l’originario fonte battesimale novecentesco del Castellucci, a pianta semiottagonale, in arenaria e con la copertura in legno; sul retro è uno edicola neogotica con il “Battesimo di Gesù”. La bussola è lignea. I rivestimenti interni sono ad intonaco tinteggiato in beige (in precedenza a fasce bianche e nere neomedievali ottocentesche), con una balza a specchiature marmorizzate; le mostre delle finestre sono dipinte in bicromia; presso le imposte di copertura sono altre decorazioni dipinte in stile. La chiesa prende luce dall’occhio in controfacciata, da otto monofore sestiacute aperte, quattro per parte, nelle pareti laterali e dalla bifora neomedievale ubicata nella parete tergale della scarsella. L'altezza massima della navata è m 14,40, la minima m 12,50.
- Pavimenti e pavimentazioni
- La pavimentazione è in cotto, con mattonelle quadrate disposte in diagonale. Il presbiterio è pavimentato in cotto, con pregevoli mattoni rettangolari disposti in diagonale.
- Coperture
- La copertura della chiesa poggia su nove capriate lignee, orditura primaria e secondaria, scempiato in cotto, la scarsella è voltata a crociera, con le nervature dipinte a motivi neomedievali. Il manto di copertura è in coppi e tegole piane. Il soffitto della cappella della SS. Annunziata è ligneo, a cassettoni neorinascimentali. La sagrestia è voltata a padiglione.
- Pianta
Notizie storiche
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- XIII ‐ 1278 (origini carattere generale)
- La località del Borghetto di Tavarnelle (da “tabernula”, diminutivo di “taberna”, piccola taverna, bottega, citata come “Tavernule” già nel 790 e poi nel X secolo) si trova lungo la strada romana che conduce da “Florentia” a “Saena Iulia”, non distante dal “castrum” medievale di Barberino. Secondo la tradizione, un primo convento francescano sarebbe sorto su un terreno donato a S. Francesco d’Assisi nel 1210/1220. Il convento nasce nel corso del Duecento ed è connesso alla nuova viabilità territoriale che transita da Poggibonsi – Barberino – Tavarnelle – San Casciano in direzione di Firenze. Nel 1278 la contessa Beatrice di Rodolfo degli Alberti di Capraia, vedova del conte Marcovaldo Guidi di Dodavola, lascia per testamento al convento 25 libbre e questa è la prima documentazione certa della sua esistenza.
- 1327 ‐ 1350 circa (cenni storici carattere generale)
- Nel 1327 è per la prima volta documentata la chiesa conventuale di S. Francesco, allora in fase di trasformazione e ampliamento, esistendovi un’“Opera Ecclesiae”. Nel 1328 e nel 1330 sono effettuate varie donazioni ai frati per l’erezione della nuova chiesa gotica. Le donazioni provengono da parte dei Gherardini, dei Ranuccini, dei Benincasa, dei Maffei e dei Nuti, che creano nella chiesa le loro sepolture. Nel 1333 Corso di Risticcio dona al convento francescano 10 libbre. Fra il 1331 e il 1345 il numero dei frati aumenta sensibilmente. Nel 1340 fra’ Jacopo di Filippo Cavalcanti fonda uno ‘spedale’ e nel 1345 il vescovo fiorentino Angelo Acciaioli (1298-1357) concede un’indulgenza a chi contribuisca all’erezione di un oratorio a Tavarnelle da parte dei frati di S. Maria Novella.
- 1350 ‐ XIV fine (opere pittoriche chiesa)
- Per la chiesa nella seconda metà del Trecento è dipinto un Crocifisso su tavola sagomata e vengono affrescati una “Madonna con il Bambino”, “Santa Caterina d’Alessandria”, alcuni monaci, prelati e monache che concorrono verso un trono cuspidato (l’immagine al suo interno è andata perduta) e ed un “Angelo Annunziante”, attribuiti al Maestro dell’Annunciazione dei Legnaioli in Orsanmichele (recenti studi ipotizzano che tale maestro possa essere identificato con Andrea di Bonaiuto, 1319-1377, nel periodo giovanile). In facciata è dipinta una lunetta con una “Madonna con il Bambino tra due Angeli”.
- 1415 ‐ XV (cenni storici dipinto su tavola e arredi)
- La località è ancora citata come “Le Tavarnelle” nel 1415. Nel 1471 Neri di Bicci (1418/1420-1492) dipinge una tavola con l’“Annunciazione”. Sempre nel Quattrocento sono realizzate varie argenterie, tra le quali una navicella, un turibolo e un calice, ora nel Museo di Arte Sacra di Tavarnelle Val di Pesa a S. Pietro in Bossolo.
- XVII (cenni storici altari lateral)
- Nel Seicento sono innalzati due altari laterali in arenaria.
- XVIII (rifacimento barocco chiesa e sagrestia)
- Nel Settecento la nave della chiesa viene controvoltata mediante un incannucciato e sono aperti quattro nuovi finestroni laterali al posto delle finestre gotiche. L’area presbiteriale è preceduta da alcuni scalini curvilinei. Vi sono sei altari laterali marmorizzati. Il patronato, secondo il Repetti, spetta ai Tassinari di Firenze e ai Taddei di Chiusdino. Viene rifatta la sagrestia, qualificata da un arco ribassato con l’iscrizione “SILENTIUM”, decorato a stucchi bianchi con due telamoni angelici ai lati, e con lo stemma dei Francescani a parete, sopra la finestra.
- 1787 ‐ 1814 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1787 il convento è soppresso e poi ripristinato nel 1791; con l’introduzione dei frati conventuali provenienti da Barberino (“de castro Barberini”) e la creazione della parrocchia di S. Lucia e S. Francesco al Borghetto “per servire alla popolazione del vicino Tavarnelle” (essendovi stata traslata la vecchia sede parrocchiale di S. Lucia a Barberino), la chiesa prende la nuova doppia dedicazione. È suffraganea della pieve di S. Pietro in Bossolo. Nel 1809 il convento viene definitivamente soppresso in seguito alle ordinanze napoleoniche. Nel 1814 i frati vi tornano come amministratori della parrocchia e vi tengono “un Curato amovibile”.
- 1819 ‐ 1847 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1819 la chiesa (rettoria) di S. Lucia al Borghetto diviene di libera collazione; il parroco prescelto è Antonio Materassi, che vi rimarrà fino al 1839. La chiesa è di patronato del granduca “per le ragioni dei Reverendi Padri Conventuali di S. Croce di Firenze”. Nel 1833 il ‘popolo’ di S. Lucia al Borghetto conta 991 anime. Dal 1839 diviene nuovo parroco don Giovan Battista Passeri. In chiesa “si venera dal popolo un’Immagine di S. Antonio da Padova posta all’altare laterale in cornu Epistulae sotto il detto titolo, la cui Festa cade la Domenica dopo il dì 13 Giugno” (Luigi Santoni). Nel 1843 Tavarnelle “è un borgo ognora crescente, [ubicato] alla seconda posta della strada Regia fra Firenze e Siena” (Emanuele Repetti). Nel 1847 il ‘popolo’ di S. Lucia al Borghetto conta 970 anime. Esiste, separata dalla chiesa, la sede della Compagnia di S. Lucia.
- 1840 ‐ 1859 (cenni storici - descrizione chiesa)
- Tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo XIX in chiesa esistono sei altari nelle pareti laterali, oltre all’altar maggiore. A sinistra incontriamo un primo altare in pietra marmorizzata con un grado ligneo e il quadro della “Madonna, Sant’Antonio da Padova e altri Santi”; un secondo di muratura e stucco marmorizzato con un grado ed un Crocifisso ligneo; un terzo simile con il quadro di “San Giovanni Gualberto con la Madonna”. A destra sono un primo altare in pietra marmorizzata con un grado e la statua di “San Francesco”; un secondo in stucco con il quadro di “San Pietro d’Alcantara” ed un terzo di pietra con il quadro di “Sant’Antonio Abate ed altri Santi”. L’altar maggiore è in stucco marmorizzato e dietro vi sono il coro e la cantoria lignei con l’organo. Vi è inoltre un pulpito ligneo. A sinistra è la cappella della SS. Annunziata, con un altare in stucco ed il quadro raffigurante l’“Annunciazione” (la tavola di Neri di Bicci).
- 1851 ‐ 1885 (problemi statici coperture)
- Nel 1851 l’ingegner Michele di Giuseppe Checcucci (m. 1894) di Tavarnelle e abitante nel ‘popolo’ di S. Lucia, redige una perizia sulla chiesa, che presenta vari problemi nella falsa volta che copre la navata, nelle coperture, nel coro e nel campanile. A tale perizia ne seguiranno altre sempre del Checcucci e dell’ingegner Flaminio Chiesi. Nel 1853 diviene parroco don Gaetano Cecconi, che vi resta fino al 1885. La situazione statica dell’incannucciato della falsa volta a botte peggiora e la chiesa è interdetta al culto, spostando le funzioni nella vicina sede della Compagnia. La parrocchia conta allora 1.500 anime
- 1885 ‐ 1890 (restauro di ‘ripristino’ chiesa - interno)
- Nel 1885 diviene nuovo parroco don Paolino Maggini (1856-1937) da Signa – già viceparroco dal 1882 – che fin dal 1886 pensa ad un possibile restauro della chiesa. In quest’ultimo anno è rifatto l’altare nella contigua cappella della SS. Annunziata. Nel 1889 la chiesa subisce un restauro di ‘ripristino’ nelle forme neogotiche, sempre su un progetto dell’ingegner Checcucci del 1887. Demolita la stuoia in incannucciato, è ripristinato il tetto a capriate, viene demolito l’arcone a pieno centro che divide il presbiterio dal coro e sostituito da un arcone neogotico a sesto acuto, sono riaperte le originarie finestre sestiacute laterali, è creata una nuova bifora nella parete di fondo. Sono apposte nuove e vaste decorazioni parietali neomedievali (tra le quali fasce alternate bianche e nere ad imitazione del marmo) e la cantoria è traslata in controfacciata. La chiesa è riaperta il 23 febbraio 1890.
- 1905 ‐ 1906 (progetti di ‘ripristino’ facciata e campanile)
- Nel 1905 l’architetto aretino Giuseppe Castellucci (1863-1939) esegue una perizia per il restauro di ‘ripristino’ della facciata e nel 1906 Giovanni Pampaloni (che tra il 1909 e il 1910 sarà autore anche della nuova chiesa neoromanica di S. Bartolomeo a Ulignano verso S. Gimignano) redige un progetto per quello del campanile, da rialzarsi di 2 metri e da dotarsi di un coronamento merlato.
- 1910 ‐ 1922 (restauro di ‘ripristino’ facciata e campanile)
- I nuovi lavori di ‘ripristino’ sono eseguiti negli anni 1910-1922: per il campanile secondo un altro progetto, redatto sempre dal Pampaloni, ma che prevede una nuova guglia in mattoni, mentre per la facciata il restauro del Castellucci, che consiste in una cortina di mattoni estesa a tutta la superficie, si conclude bel 1922 con il rifacimento parziale del dipinto di “Santa Lucia”, eseguito dal pittore, decoratore e restauratore Venanzio Bolsi (1873-1950) da Castiglion Fiorentino (formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze tra il 1889 e il 1894, è autore di dipinti e affreschi in stile per il santuario di S. Antonio a Montepaolo, per l’abbazia di S. Godenzo nel 1921, per S. Donato a Mugnana, per S. Donato a Citille e per S. Michele a Pavelli nei dintorni di Figline Valdarno nel 1933). Il Castellucci progetta anche il fonte battesimale in pietra e ridisegna fantasiosamente l’ambiente esterno alla chiesa in forme scenograficamente medievaleggianti.
- 1927 (restauro stilistico cappella SS. Annunziata)
- Nel 1927 l’antiquario Leopoldo Aretini di Tavarnelle promuove il restauro della cappella della SS. Annunziata, in forme neorinascimentali con accenti liberty, dove si trova la tavola di Neri di Bicci.
- 1937 ‐ 1949 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1937 muore don Maggini. Dal 1938 diviene parroco don Ugo Pini (n. 1910) da Vicchio di Mugello, che vi rimarrà fin’oltre il 1979. Nel 1949 la rettoria di S. Lucia al Borghetto viene elevata a prepositura.
- 1970 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1970 la parrocchia di S. Lucia e S. Francesco del Borghetto o a Tavarnelle conta 1.820 anime. La chiesa è sempre di libera collazione.
- 1986 ‐ 1993 (cenni storici carattere generale)
- Nel 1986 viene unita alla parrocchia di S. Lucia il territorio di quella di S. Pietro in Bossolo e la chiesa prende la dedicazione di S. Pietro e S. Lucia a Tavarnelle. Dal 1987 diviene parroco don Franco Del Grosso (n. 1942). Nel 1990 avviene l’adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare. Nel 1993 la parrocchia conta 4.350 anime.
- 2018 ‐ 2020 (vicende conservative coperture)
- Nel 2018 inizia un intervento di consolidamento su tre capriate lignee che termina nel 2020
- XIII ‐ 1278 (origini carattere generale)
Adeguamento liturgico
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- presbiterio ‐ intervento strutturale (1990)
- Adeguamento alle esigenze liturgiche della riforma conciliare completato nelle forme attuali nel 1990. Al centro del presbiterio la mensa eucaristica in arenaria consente la celebrazione rivolta verso i fedeli; dimensioni indicative cm 200 x 100 x 97 (h). Altare in arenaria, con mensa poggiante su capitello e basamento in pietra serena. Tabernacolo in arenaria, con sportello ligneo, posto nella cappella dell’Annunciazione. Sede in muratura e legno posta nella scarsella, in posizione centrale. Leggio in bronzo, mobile, in uso davanti alla sede. Ambone ligneo collocato sul lato destro del presbiterio. Fonte battesimale in marmo, a pianta circolare e copertura in rame, posto nel presbiterio, sul lato sinistro. Due confessionali lignei sono inseriti nelle pareti laterali, in posizione speculare,
- presbiterio ‐ intervento strutturale (1990)
📿 Informazioni e immagine del giorno
| Popolazione: | TAVARNELLE VAL DI PESA |
| Abitanti: | 4422 |
| Parroco: | REV. RAZVAN LAURESCU |
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